L’amore e la paura

Quando hai paura d’amare

“Cos’è l’amore?”, chiese l’allievo al Maestro.
“L’assenza totale di paura”, rispose il Maestro.
“E cos’è che temiamo?”
“L’amore”, disse il Maestro.

Il contrario dell’amore non è l’odio ma la paura; per amare bisogna superare la paura, ma poi specularmente l’amore aiuta ad affrontare le paure.
In genere, chi ha paura d’amare (ed entro certi limiti, un po’ tutti, chi più chi meno) ha le sue buone ragioni.
I più hanno avuto delusioni, ha preso grosse “capocciate” o, peggio, cattiverie, tradimenti da parte di partner, genitori, ecc. Dopo un “incidente” di percorso, è normale che si possa avere un po’ di paura a riprendere il viaggio.
Ma nella totale o generalizzata mancanza di fiducia nell’amore, c’è comunemente insita anche un’altra paura, ancora più sottile e che viene da lontano: è la paura di “perdere l’amore”.
Molti si ostinano a difendersi dal coinvolgimento, dal lasciarsi andare, (falling in love, cadere in amore, come si usa dire nella lingua anglosassone), non solo perchè delusi, ma perchè temono soprattutto l’eventualità di non saper tollerare il dolore della perdita.
Sostanzialmente, se dopo qualche remota disillusione, dopo le mie resistenze, mi lascio finalmente coinvolgere, abbandono le mie difese, cosa succederà di me se dopo perdessi quell’amore?
In pratica la sfiducia non è solo verso l’altro, ma soprattutto verso se stessi. È dunque come se dentro di noi albergasse una convinzione difensiva, arroccata ad un pensiero inconscio che ci dice più o meno così : “ho un tale bisogno di essere amato, che mi fa paura, più è impellente più temo di non poterne fare a meno; non credo di potercela fare, non credo che potrei avera la forza sufficiente a tollerare e superare il dolore di una (nuova) perdita. Perciò è meglio negare tutto e non impelagarsi in un nuovo rapporto”.
Da qui la decisione (apparentemente libera e volontaria) di rimanere da soli. In realtà una scelta obbligata dalla paura.

Ci sono molti equivoci sull’amore (non a caso le vicissitudini dell’amore sono il tema preferito e prevalente in letteratura, nel cinema, nell’arte e in tutte le manifestazioni umane).
L’amore non è materia, è energia. È la sensazione, sottile ed invisibile, che si prova in una stanza, in una situazione, con una persona. Non ha nulla a che vedere con il mondo fisico, nonostante sembri poter essere espresso concretamente, in modo materiale. Si può cioè realizzare: rendere reale, solo manifestandolo, rendendolo così “visibile”.
Lo sperimentiamo attraverso il dare, la gentilezza, la gioia, la pietà, la compassione, l’accettazione, l’assenza di giudizio, l’unione e l’intimità e qualche volta la passione.

Al contrario di quello che sostiene la scienza non è la ricerca del piacere il bisogno fondamentale dell’uomo, ma il piacere della relazione (a partire dall’amore primario mamma-bambino). L’amore è dunque un “diritto” naturale del bambino.
Essere amati è il bisogno primario dell’essere umano, appartiene alla vita costitutivamente, ma non dovrebbe mai diventare una “pretesa” (tipica del bambino capriccioso e dell’adulto narcisista).
Il vero amore non è dunque l’aspettativa grandiosa di “essere amati”, cioè di “avere” l’amore, ma quanto piuttosto di “essere l’amore”.
La regola aurea diventa quindi: “per essere amato, ama tu per primo!”. L’amore non può mai trasformarsi in un dovere.
“È in questo che consiste il vero amore: lasciare che una persona sia ciò che davvero è. La maggior parte delle persone ti ama per quello che pretendono tu sia” (Jim Morrison).

L’amore di sé non è in contrapposizione all’amore dell’altro. Per essere capace di amare, devi principalmente amare te stesso. Comincia dunque a prenderti cura di te, impara a volerti bene e verrà da sé voler bene a chi ti vuol bene. E, finalmente, essere amati.
“L’amore è una meta che si raggiunge in due, a condizione di aver trovato la strada da soli” (M. Gramellini).
Per questo, quando incontri qualcuno che squarcia il velo di quello resistenza, e che hai paura di amare, quel qualcuno è forse venuto nella tua vita per farti superare finalmente la tua paura.
È forse il caso che tu lo faccia entrare. Amalo e lasciati amare.
Amare è l’essere amati per quello che si È, non per quello che si HA, oppure per quello che si DA. È questo l’ “Amore in sé”.
Un amore puro svincolato dal possesso e dal merito. Un amore che nessun denaro può comprare.
Un amore che si è esprime anche nel corpo e con il corpo, ma che il sesso non garantisce affatto.
Un amore che ti libera finalmente dalla paura di deludere l’altro e di perderlo.
Una esperienza che esprime tutte le nostre potenzialità umane e che non è solo un mezzo per essere felici ma un fine in sé.

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Circa l'autore:

Dr. Roberto Calia Psicologo Psicoterapeuta Milano
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