L’Amore e il Potere

Dall’amore per il potere al potere dell’amore

“Dove l’amore impera,
non c’è desiderio di potere,
e dove il potere predomina,
manca l’amore.
L’uno è l’ombra dell’altro.”
(C.G. Jung)

L’Amore è il motore naturale della vita.
Ma è soffocato dal suo opposto, dall’odio, la faccia diabolica dell’amore.
E poiché l’odio è regolato dal registro della paura, presto trova risposta nel desiderio di sopraffazione dell’Altro.
La paura, come difesa istintuale, è chiusura, è blocco dell’energia vitale (Amore appunto); per autoconservazione porta al bisogno di controllo degli eventi e delle cose, e al bisogno di possesso.
Sfocia facilmente nell’esercizio del potere sugli altri.
Dove si insidia il Potere, nella Politica, nelle Istituzioni, nelle Religioni, e persino nelle Relazioni, il male (animato dalla paura) tende così a prevaricare il bene, che è lo spirito dell’Amore.
La bramosia di Potere che domina il mondo con la paura è più vicina all’odio che non al desiderio di bene.
L’Economia oggi ha assunto ormai il potere assoluto di condizionare la nostra vita.
Gli elementi su cui questo dominio si sostiene sono il denaro, la proprietà, le merci, lo scambio, il profitto.
Tutta la cultura e i valori che esprime ne sono permeati, guidano i nostri pensieri, le modalità con cui ci comportiamo, orientano i nostri fini.
Gli stessi elementi prendono corpo in una fenomenologia del potere che caratterizza lo status sociale dei singoli: il prestigio personale, il successo, l’ascendente sugli altri, l’esibizionismo e l’ambizione smodati.
Il Male non necessita di grandi fatiche, basta solo l’inerzia, il ripiegamento e il diniego, e già inizia la “discesa negli inferi”.
Per fare il Bene, per tenere fede all’Amore, è necessario invece impegno, desiderio, dedizione, intenzione profonda.

È ancora concepibile un mondo regolato dall’ordine dell’amore?
Un mondo in cui l’esercizio del potere non sia soltanto vessazione dell’Altro, dominio, tirannia, dispotismo, ma entusiasmo, ascolto, apertura mentale, empatia, bellezza, intuizione, servizio, condivisione?
La sola soluzione possibile sta dunque nella capacità dell’uomo di coniugare il Potere con l’Amore, che deriva solo dall’abbandono dell’amore del potere, per lasciar rifluire nella sua naturale manifestazione il potere dell’amore.
Esiste infatti un modo diverso di concepire ed esercitare il potere, in una prospettiva che può trasformare l’ “avere potere” (affermazione autoritaria di sé) in possibilità di relazione, di crescita comune, di servizio, di reciprocità e rispetto dell’altro (autorevolezza).
È il potere delle idee, degli affetti, dei desideri.
È il potere dell’amore, dove pensare, sentire ed agire si mettono finalmente in connessione con il senso profondo della nostra vita.
L’amore è il solo “motore” capace di muovere il Mondo verso il Bene, e di dare spazio ad altre “proficuità: proficuo per la continuità della vita, delle generazioni future, proficuo per il piacere e per la bellezza del bene comune e proficuo per lo spirito”(J. Hillman).

Questa prospettiva è quella del passaggio dall’Individuo alla Persona, che implica la rinuncia al potere del dominio di sé sugli altri, all’illusione infantile di essere il centro del mondo, per accettare di “essere” semplicemente Persona in un mondo di altre Persone che condividono lo stesso destino, in modo simmetrico, reciproco e paritario.

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