Politica e spiritualità

Una lettura della crisi etica contemporanea

“… Quelli che vivono secondo la carne, tendono verso cio’ che è carnale; quelli che invece vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. La carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio…”  (R…m 8, 4-9)

Questa liturgia della parola richiama bene il dominio odierno del mondo materiale sul mondo dei valori e degli affetti. “Dio mandò il Figlio nella carne, perché vivessimo non secondo la carne ma secondo lo spirito“. L’essenza della azione messianica è dunque quella di riportare l’umanità ad un agire etico non più fondato sull’egoismo, sul potere e sulla sopraffazione (“carne”), ma sulla forza dell’amore, sulla condivisione e sulla prospettiva salvifica dell’eterno ritorno (“spirito”).

Cosa è rimasto oggi di questo spirito, in un mondo sprofondato nell’abisso del narcisismo malato, del nichilismo senza valori e senza morale, dell’azzeramento del significato ultimo della vita?

Non c’è bisogno di aspettare una nuova venuta di Cristo per abbozzare la necessità  di un nuovo rinascimento su questa terra. Dalla decadenza sociale, politica e culturale in cui stiamo marcendo ci possiamo salvare solo se sapremo dare “anima” al nostro agire quotidiano, se saremo cioè capaci di concepire una “terapia del mondo” fondata sulla concezione della “sacralità” della vita, del legame in continua evoluzione che lega intimamente tutti gli uomini nel medesimo destino, capaci di credere profondamente che la piena realizzazione personale non possa prescindere dalla responsabilità nei confronti della comunità globale.
Dobbiamo creare una realtà dove il rapporto con l’ambiente si consolida verso un utilizzo sempre più sostenibile, dove l’economia e la salute siano viste nell’ottica del rispetto e della responsabilità verso l’altro e non più solo da quella del massimo profitto. Un futuro dunque in cui ogni uomo si scoprira’ legato agli altri uomini ed interconnesso a tutte le creature dell’universo.

Tutto ciò che accade ci riguarda da vicino e non possiamo lasciare agli altri il dovere di agire. Dobbiamo prendere coscienza, individualmente e collettivamente, che c’è un senso profondo, vero, spirituale in quello che ci circonda e che ciascuno di noi è chiamato a riprendersi il posto legittimo per riscrivere il proprio destino.

Ci vuole indubbiamente coraggio, molto coraggio, per uscire dalla gabbia “dorata” di una realtà deresponsabilizzata, che ormai non ci appartiene più; ma non c’è alternativa: “o si domina o si è dominati”.

Portare la “spiritualità ” anche in politica significa puntare sulla forza dell’amore e non su quella dell’odio e della distruttivita’, significa lottare “per” e  non “contro”, dove gli avversari non sono nemici da distruggere ma ostacoli ed opportunità per costruire un nuovo percorso esistenziale, un mutamento profondo che pervada (“secondo lo spirito”) tutta la nostra esistenza materiale (“carne”)’ dalla politica alla vita sociale, dal rapporto con il denaro alle relazioni con gli altri, dall’economia all’ambiente, dalla religione alla salute.

Questo è il futuro, in parte già presente, che dobbiamo riprogettare, non domani, ma adesso…

0
  Post correlati

Aggiungi un commento