Seduzione

L’equivoco erotico

“La seduzione non è il luogo del desiderio. È quello della vertigine, dell’eclissi, dell’apparizione e della sparizione”.
(J. Baudrillard)

Mai concetto è stato connotato da tanta ambivalenza come quello di seduzione. La parola seduzione porta ormai universalmente ad un unico significato. Comunemente con questo termina si connota infatti l’azione condotta con ogni mezzo per attrarre sessualmente un uomo o una donna, a seconda delle intenzioni del seduttore.
Un equivoco culturale riconduce quindi la seduzione solo sul versante erotico o, ancora più spregiativamente, sulla finalità meramente sessuale. In parole povere, si seduce una persona solo per portarsela a letto!…
In tal modo si perde di vista tutto il significato racchiuso in un comportamento umano (e non solo), che è antropologicamente universale.

Si trascura così il senso estensivo del termine, che dal punto di vista etimologico vuol dire semplicemente “condurre a sé” (secum ducere), fare in modo che l’altro si avvicini a me.
La seduzione fa parte dei processi comunicativi fra le persone. Non è il desiderio di “condurre a sé” l’altro che è giusto o sbagliato, ma il fine di questa azione. Così come per il narcisista (uomo o donna che sia) esiste una seduzione finalizzata ad “appropriarsi” dell’altro per fini egoistici e manipolatori, allo stesso modo esiste invece una seduzione che è propedeutica e facilitante di una comunicazione e un dialogo più profondi fra le persone.
Un leader, un medico, figure autorevoli, DEVONO essere in qualche modo “seduttivi”, proprio per favorire l’adesione degli altri ad un’idea, un progetto, una terapia. È una finalità utilitaristica, funzionale alla “bontà” della relazione.
Liberata dalla sua connotazione sessuale, la seduzione è presente in ogni relazione umana che assuma un certo significato. Fa parte delle capacità di base di ogni vero leader, che per essere un condottiero deve appunto “conquistare” i suoi seguaci. È implicitamente usata dai professionisti che devono suscitare fiducia nei propri clienti, mostrando tutta l’autorevolezza e la competenza necessarie. In ogni rapporto in cui è necessario esercitare una funzione di convinzione e di mediazione è inevitabile un minimo di azione seduttiva (in senso letterale).

Tornando alla comune accezione sessuale, il campo della seduzione, come meccanismo etologico, è stato biologicamente appannaggio delle donne, che usavano il corpo erotizzato come strumento di “fascino ammaliante”, mentre gli uomini esercitavano il proprio equivalente erotico, ostentando potere e denaro come mezzi di scambio simbolico e materiale.
È vero: gli uomini non disdegnano affatto l’esposizione del corpo femminile, l’erotismo maschile è biologicamente orientato ai segnali sessuali, che per noi “maschi” (diciamo così…) possono essere rappresentati da parti anche parziali del corpo femminile (occhi, bocca, seni, natiche, gambe, ecc.). Ma è altrettanto vero che, storicamente, molte donne hanno fatto del loro corpo uno strumento privilegiato di affermazione, l’arma principale da usare per sedurre l’altro.
Come affermava Shaw “non esistono solo uomini che vogliono sesso da una donna. Esistono anche donne che non hanno niente altro da offrire” (G.B. Shaw).
Un potere che rende di fatto schiavi entrambi i sessi (nel senso letterale di: dipendenti dagli organi genitali!). Specularmente, la seduzione asimmetrica soggetto-oggetto viene usata dagli uomini ostentando il fascino del potere e il potere del denaro, facendo leva sull’erotismo delle donne che si fonda sul carisma complessivo dell’uomo e non su parziali aspetti sessuali (biologicamente denaro e potere possono simbolizzare i parametri odierni del maschio migliore o più forte, capace di assicurare sicurezza e sopravvivenza alla specie).
Spero si possa dire questa semplice verità, senza nascondersi nel politicamente corretto e senza essere necessariamente additati di becero moralismo.

È di tutta evidenza come una vera emancipazione (individuale e collettiva) debba andare oltre la schiavitù del corpo erotizzato, del sesso usato come potere. Il corpo mercificato (dalla donna come dall’uomo) non è erotismo, energia libidica della mente, ma “sessualità del basso ventre”, pornocrazia spacciata per emancipazione e parità.
Sarà in ogni caso opportuno svincolare il termine seduzione da ogni intenzione manipolatoria ed ipnotica, che è di fatto implicita nel significato comune assegnato alla seduzione (sostanzialmente: “fottere” l’altro per il proprio scopo!). È necessario dunque sgombrare da ogni fraintedimento il concetto di seduzione, acquisendo maggiore consapevolezza del possibile “equivoco” relazionale, specie nei rapporti fra generi diversi, distinguendo bene fra attrazione sessuale (l’altro stimola il mio immaginario erotico e il desiderio sessuale) ed interesse affettivo (investimento libidico dell’altro, a prescindere dalle pulsionali erotiche e dai bisogni sessuali).
Senza questa chiarezza, in realtà, si rimane invischiati in una ambiguità confondente, in cui non si capisce “chi-seduce-chi” e “chi-seduce-e-chi-è-sedotto”. Una variante del famoso aforisma dell’antipsichiatra D. Cooper che affermava: “Il fottitore viene fottuto durante il suo fottere”.

Se “condurre a sé” fa parte di un sottile gioco relazionale fatto di rispetto, parità e reciprocità, l’azione seduttiva è funzionale a creare le condizioni ottimali di una alleanza relazionale, di qualunque natura sia la relazione, fra due persone adulte e mature che si riconoscono reciprocamente come soggetti e non semplicemente come “oggetti del desiderio”.
Anche l’erotismo sottile non è un fatto primariamente somatico.

“Non c’è niente di più eccitante, per un uomo, di una donna che sculetta con il suo cervello. Non c’è niente di più attraente, per una donna, di un uomo che ammicca con la sua intelligenza” (R. Calia).

Restituendo quindi una qualità relazionale anche all’attrazione erotica fra un uomo e una donna, la dimensione sessuale (legata al corpo) è in ogni caso subordinata al crescendo di una tensione “libidica” (emotivo-affettiva) che ha a che fare più con le dinamiche della mente che non con le pulsioni del corpo.
“Seduci la mia mente e avrai il mio cuore. Trova la mia anima e sarà tua.” (Anonimo)

Così come il vero “organo sessuale” degli umani evoluti non è lì in basso, ma più in alto: proprio al centro della testa!

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Circa l'autore:

Dr. Roberto Calia Psicologo Psicoterapeuta Milano
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