Solitudine

Solitudine buona e cattive compagnie

Una delle cose più belle nella vita,
è trovare qualcuno che riesce a capirti,
senza il bisogno di dare tante spiegazioni.
(K. Gibran)

La solitudine più devastante non si avverte quando siamo da soli, ma quando ci troviamo con altre persone.
Persone che ci guardano, ma senza vederci.
Che ci sentono, ma senza ascoltarci.
O peggio, che ci giudicano, ma senza conoscerci.
(Anonimo)

La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita.
E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più.
(T. Bello)

Soltanto i più forti fanno i conti con la solitudine, gli altri la riempiono con chiunque.
(V. Lika)

La solitudine è indipendenza: l’avevo desiderata e me l’ero conquistata in tanti anni.
Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri.
(H. Hesse)

La solitudine a volte è la miglior compagna.
Non fa mai domande inopportune
e spesso dà delle risposte.
(G. Martufi)

La parola “solitudine” rimanda in genere a sentimenti negativi. Si associa all’essere soli perché abbandonati, senza più relazioni significative con persone e oggetti della vita.
La solitudine come abbandono ci fa sentire come “morti” agli interessi degli altri e questo non può che portare depressione e svalutazione di sé.
Ma c’è un altro tipo di solitudine, che si identifica non con l’abbandono, non con la perdita, ma con il riferimento centrale a se stessi.
Io sono solo in compagnia di me stesso, mi basto, posso contare fiduciosamente su me stesso e da qui posso rapportarmi agli altri, non per riempire il mio vuoto, ma per arricchire ulteriormente ciò che già mi appare “sufficientemente appagante”.
La capacità di stare da soli (in compagnia di se stessi) è la base vera della capacità d’amare.
Perché l’amore dell’altro non è più necessario come un bisogno vitale, una dipendenza, una mancanza intollerabile, ma un “lusso” che ci arricchisce e ci riempie di valori reciprocamente.
Ecco perché quando si ama una persona, viene spontaneo chiamarla “tesoro”!.

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