Speranza

La fiducia non ammette dubbi

“La speranza è l’ultima a morire!”, recita un proverbio assai popolare ed abusato.
Secondo l’antica saggezza (da cui discendono tutti i proverbi) vuol dire che c’è sempre un’altra possibilità, che non bisogna mai rinunciare a credere che le cose possano andare bene, anche quando tutto sembra precipitare.
La speranza è in pratica ciò che ci proietta verso il futuro, la declinazione nel tempo delle nostre aspettative positive.
Fin qui tutto ok!

Un’altra affermazione comune su questo tema è quando, auspicando che qualcosa vada per il verso giusto, sussurriamo: “speriamo!”.
Se la speranza è sempre implicita, “dura a morire”, perché abbiamo bisogno di esorcizzare il destino, con la parolina magica “speriamo”?
Se lo facciamo è perché la fiducia è già vacillata, non crediamo affatto che le cose finiranno bene.
“Speriamo” esprime tutti i nostri dubbi e la nostra impotenza circa il destino delle cose. Sostanzialmente stiamo “sperando” che qualcun altro (Dio, le Autorità, la buona volontà altrui) intervenga per dirigere le cose per il giusto corso.

Questo non è ok, perché di fatto significa che abbiamo “perso” la speranza, che non ci crediamo veramente, tanto da dover “sperare” negli Altri.

“Nel mondo spirituale, non avere difese è l’unico modo per essere al sicuro”.
(A. Fabrizio)

La fiducia in noi stessi, verso il nostro destino è essenziale per orientare le nostre scelte, affettive, relazionali, sociali.
Per chi è religioso, la fede non può ammettere dubbi: o ce l’hai o non ce l’hai.
La fede è il fondamento delle cose che si sperano e la prova delle cose che non si vedono” (Eb 11, 1).

Chi ha fede si affida a Dio, crede fermamente nel disegno che gli viene riservato dalla provvidenza divina.
Per chi religioso non è, la fiducia si pone allo stesso modo: o c’è o non c’è.
Per chi non ha fede religiosa, la fiducia deve svolgere la stessa funzione proattiva.
Non si possono avere dubbi ed incertezze sul senso ultimo del proprio “essere al mondo”: la nostra dignità di persona è necessaria e sufficiente a garantirci un “giusto” destino.
La vita materiale che conduciamo è parte di questo destino, ma non è il tutto.

Ed invece sia per gli uni che per gli altri, ormai sembra prevalere il dubbio, la sfiducia.
Salvo poi sorprenderci quando le cose effettivamente non vanno secondo le aspettative.

In effetti le cose vanno come devono andare: se vuoi A ma non ci credi davvero, perché meravigliarsi se poi arriva B?
Noi abbiamo una parte importante nella costruzione della realtà, ma se non ci crediamo, la realtà la costruiscono gli altri.

Osa dunque DESIDERARE, ma non strozzare la forza del desiderio con il dubbio. Non desiderare a metà, a rate…
Se vuoi qualcosa, se meriti quella cosa, fa in modo che ti arrivi, non nutrire dubbi e sfiducia; altrimenti ti arriva esattamente quel che hai creato: sfiducia e negatività.
I desideri, come i sogni, non possono essere “relativi”, non devono essere snaturati, minimizzati, svenduti.
Sogna in grande (in tecnicolor!) e desidera senza falsa umiltà.

Mira alla luna, tutt’al più colpirai una stella“.
Fa che sia la vita a ridimensionare comunque le tue aspirazioni, ma non soffocarle tu stesso sul nascere.
Non devi fare miracoli (a quelli ci pensa Dio, se ci credi), ma solo prenderti carico della tua intenzione e portarla al suo destino, qualunque esso sia.

Possiamo nutrire con la ragione (la nostra mente) dubbi, incertezze, paure, ma non debbono mai mettere in discussione il “cuore” del problema di vivere.

Noi non siamo esseri umani chiamati a vivere un’esperienza spirituale.
Siamo esseri spirituali chiamati a vivere un’esperienza terrena“.

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