Limiti

Scienza, etica e sviluppo umano

“Oltrepassare le colonne di Ercole che demarcano il confine del proprio limite umano, significa presumere di divenire unico giudice del bene e del male, senza riferimento a nessun parametro, né etico né trascendente.”
(G. Amorth)

Il riferimento ai limiti naturali dell’uomo dovrebbe rappresentare il confine ultimo dell’etica.
Che la scienza e la tecnologia possano essere di ausilio a superare i limiti della natura è buona cosa; che invece vogliano negarla e soppiantarla è pura follia, delirio di onnipotenza.
Questo confine è stato ampiamente travalicato.
Il senso di onnipotenza che si è impossessato della Scienza, della Tecnologia e della Politica ha imboccato un sentiero stretto che può portare alla fine dell’umano, ad una condizione trans-umana.
Il trans-umano è esattamente questo: il trascendimento dell’umano così come lo abbiamo conosciuto nello sviluppo della civiltà.

È il trionfo della volontà di potenza al servizio della follia e del delirio di sostituirsi alla Natura e a Dio.
Senza un’etica ancorata ai limiti della natura umana, c’è solo il dis-umano.
Non è più solo una questione biecamente economica (per qualcuno certamente sì), è ormai invece chiaramente una visione ideologica, un disegno culturale, una strategia di riprogrammazione sociale, l’espressione evidente di una volontà di potenza che vuole oltrepassare le colonne d’Ercole della natura umana per un nuovo disegno antropologico. In nome di un presunto sviluppo, dell’inevitabile progresso nel destino dell’Uomo.
La responsabilità del travalicamento di questi confini morali è tutta a nostro carico: inutile invocare presunti valori, principi trascendenti o opportunità in nome dell’umanità.

La domanda da porsi urgentemente è:
siamo proprio sicuri di aver imboccato la strada giusta?
La risposta sta nel rigettare la follia della “volontà di potenza”, per recuperare tutto il valore naturale dell’umano; utilizzare tutta la “potenza della volontà” secondo una sola direzione: quella del Bene e dell’Amore.

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Circa l'autore:

Dr. Roberto Calia Psicologo Psicoterapeuta Milano
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